Gen 282011
 


Due storie mi sono bevuto tutto d’un fiato nelle ultime dodici ore:
Ausmerzen”, il famoso monologo teatrale di Marco Paolini in prima visione ieri su La7, e “Ha voluto vivere”, un libricino scritto dal mio amico Roberto che parla della storia di sua figlia Alessia.
Ieri era la giornata della memoria e oggi la piccola Alessia compie un anno.

Ausmerzen significa “sradicare” ed è la storia di uno sterminio di massa, perpetrato in Germania dal 1939 al 1946 e conosciuto come “Aktion T4”. T4 è un indirizzo: sta per Tiergartenstraße 4, Berlino. Il luogo che dà inizio ad un progetto: uccidere chi non sta al passo. Bambini e adulti giudicati “malati” e “curati” con una puntura o direttamente con il gas. T4 ha ucciso circa trecentomila vite umane giudicate indegne di essere vissute.

“Ha voluto vivere” è un’opera di pura poesia, un libricino di 40 pagine, scritto dal mio amico Roberto, che racconta la battaglia di sua figlia Alessia, dal giorno della sua nascita (nel corso della ventiseiesima settimana di gravidanza della mamma Laura), a quello in cui finalmente lascia il reparto di patologia neonatale per andare a casa con i suoi genitori, quattro mesi dopo.

Ho fatto memoria.
Memoria di due storie opposte, che per motivi opposti mi hanno ugualmente commosso. Credo sia così che deve agire la memoria: deve “commuovere”, perché se in noi qualcosa si muove, allora anche le nostre gambe possono muoversi, verso ciò che vale la pena di essere ripetuto e lontano da quel che mai più deve essere rifatto.
Ringrazio Marco e Roberto per il loro racconto, per avermi fatto ricordare.
Stasera accenderò una candelina fuori dalla mia finestra.
E’ per le vittime di T4. Voglio che la vedano e sappiano che quaggiù c’è qualcuno che ricorda la loro storia e vuole riconoscere in ogni essere umano, questa invocazione: “voglio vivere!”.
Ma è anche la candelina di Alessia: quella del suo primo compleanno. Hai voluto vivere, piccola Alessia ed è compito nostro accoglierti nel mondo migliore che possiamo regalarti.

  2 Responses to “La memoria che commuove”

  1. Ho potuto vedere AUSMERZEN il fare memoria mi ha fatto superare il proposito di non guardare la TV……. ed è stata sofferenza. Tra le tante persone e cose che Paolini ha ricordato, sul finire della trasmissione, ha letto di Primo Levi una memoria su “Urbineck” il bimbo di tre anni; per lui in particolare anch’io ho acceso una candelina fuori dalla finestra.
    Mi ha anche colpito la frase:“come può questa scienza non produrre coscienza”
    La scienza c’è perchè qualcuno cerca, ricerca, studia, indaga….senza la mente dell’uomo esisterebbe la scienza? e allora è l’uomo che deve produrre coscienza…. ed è tristezza per quello che è stato ieri e per quello che si vede oggi…….. però ieri come oggi possiamo trovare gesti di condivisione, di consolazione che tengono accesa la speranza…….come questa poesia di
    David Maria Turoldo

    Anima mia canta e cammina,
    anche tu o fedele di chissà quale fede
    oppure tu uomo di nessuna fede
    camminiamo insieme
    e l’arida valle si metterà a fiorire.
    Qualcuno,
    Colui che tutti cerchiamo,
    ci camminerà accanto

  2. Grazie per la candelina dedicata ad Alessia. Che la commozione sia, come deve essere, infettiva e si faccia spazio nelle nostre giornate quando sono senza speranza.

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