Mar 192011
 


Ieri sono stato al CERN di Ginevra.
Ci sono andato con una cinquantina di giovani universitari, tutti Politecnico o Facoltà scientifiche. Tutti più preparati di me che nello zaino ho solamente la matematica del classico! Però è stato bellissimo anche per uno come me!
Originariamente il nome stava per Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare.
Oggi è il più grande laboratorio di ricerca internazionale che si occupa di fisica delle particelle. Obiettivo finale? Scoprire cosa c’è sotto l’universo per arrivare a spiegare tutti i fenomeni che lo regolano.
Sembra una passeggiata vero?
E infatti è una passeggiata lunga 27 chilometri quella che minuscole particelle subatomiche percorrono milioni di volte, correndo nell’anello sotterraneo che le accellera fino a quando gli scienziati non decidono di farle scontrare per vedere quel che succede. L’energia di queste particelle è talmente alta da farci dire con certezza che di botti così non se ne vedevano da un po’ e precisamente da qualche istante dopo il big bang, quando la materia era in uno stato completamente diverso dal nostro. In pratica, per quel che ho potuto capire, si producono fenomeni che in natura sono accaduti solo agli inizi del primo miliardesimo di secondo di vita dell’universo. Direi che è un bel punto di partenza per mettersi a studiare!
Bene.
Chi ci ha accompagnato in visita erano tre scienziati italiani, al soldo degli Stati Uniti (ricordate la fuga dei cervelli?). Tra di loro c’era Valerio, ingegnere presso il Large Hadron Collider.
Sebbene Valerio l’avesse capito subito che non venivo dal Politecnico, credo che la domanda numero mille che gli ho fatto, sia stata quella in cui mi sono tradito: “Che cosa hai capito studiando quassù? Come è cambiata la tua visione della vita?”. La classica domanda da un milione di euro. Ma come si fa a non farla?
Valerio risponde: “Beh, intanto ho capito che io non sono Dio e … – sguardo d’intesa – oggi non è scontato!”.
Eh già! Non è affatto scontato. Ma da sempre. Infatti il primo desiderio dell’uomo è “diventare come Dio” (vedi libro della Genesi, capitolo 3 versetto 5) e basta poco per illudersi: un po’ di successo, un posto di lavoro remunerativo e agognato da molti, una fetta di terra, un po’ di potere politico…

Invece un giorno, molti secoli fa, il salmista canta:

Se guardo il cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cos’è l’uomo perché te ne ricordi?
Il figlio d’uomo perchè te ne dia pensiero?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli…”
.

Oggi possiamo fare molto più che guardare il cielo, la luna e le stelle. Possiamo osservare qualcosa che esisteva solo nei primi istanti dell’universo. Tuttavia, solo ignoranza o clamorosa superficialità potrebbe autorizzarci a togliere di mezzo Dio, per mettere al suo posto noi!
Per chi riflette invece, credo che ancora oggi come ai tempi del salmista non rimanga che questo: uno sconfinato stupore.
Dunque il mistero non si è perduto, è semplicemente più profondo di quel che avremmo immaginato.

Che cosa fa il CERN? Guarda un video cliccando qui!

  One Response to “Al CERN di Ginevra”

  1. Affascinante, assolutamente affascinante, ma ahimè per il “mio spazio mentale” assolutamente incomprensibile……..già a guardare il video, quelle lavagne piene di numeri, di segni….. quelle teste (con potenzialità straordinarie per migliorare l’ordinario della vita, che qualche volta spendono il meglio di se per distruggere l’ordinario della vita) mi sento veramente un niente
    Leggo una domanda :Obiettivo finale? (dell’uomo) “Scoprire cosa c’è sotto l’universo per arrivare a spiegare tutti i fenomeni che lo regolano”
    Mi chiedo: Quale sarà stato l’obiettivo iniziale di Dio, quando nel suo cuore si è prodotto un big bang dal quale ha “generato” l’uomo?
    franca

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