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Nel mio tempo Pensieri

Scavando scavando

holderturf

 

Scavando

Tra il mio indice e il pollice sta la penna,
salda come una rivoltella.

Sotto la finestra, un rumore graffiante all’affondare della vanga nel terreno ghiaioso:
è mio padre che scava. Guardo da basso,

Finché la sua schiena china tra le
aiuole, si risolleva venti anni indietro,
piegandosi a ritmo attraverso i solchi di patate che interrava.

Il rozzo scarpone accoccolato sulla staffa,
il manico contro l’interno del ginocchio sollevato con fermezza,
sradicava le alte cime, infossando a fondo l’orlo lucente
per spargere le patate nuove che noi raccoglievamo
amandone la fresca durezza tra le mani.[ Continua a leggere ]

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Libri e Cinema Pensieri

Strabismo divino

Lattea

In my place, in my place
Were lines that I couldn’t change
I was lost, oh yeah
I was lost, I was lost
Crossed lines I shouldn’t have crossed
I was lost, oh yeah

If you go, if you go
Leave me down here on my own
Then I’ll wait for you, yeah

Coldplay-In my place

 

“Il poeta – il contemporaneo – deve tener fisso lo sguardo nel suo tempo. Ma che cosa vede chi vede il suo tempo […]? … [ Continua a leggere ]

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Cinema e Televisione Pensieri

Dove sta il limite?

bambino pistola

 

Ci scambiavamo innocenza con innocenza:
ignoravamo la dottrina del male, senza nemmeno
sognare che qualcuno lo facesse.

Shakespeare  – Il racconto d’inverno

 

Due film che mi sono piaciuti, ma che mi hanno fatto anche riflettere.  Sono due film violenti, non certo per un pubblico troppo giovane. Il regista di entrambi è Denis Villeneuve, canadese trapiantato nel linguaggio filmico americano. Tralascio ogni commento o recensione cinematografica e cerco invece di spiegare perché mi hanno colpito.

In Prisoners mette in scena il terrore più grande di ogni padre e fotogramma dopo fotogramma mi sono trovato a chiedermi  “ e io, arriverei a tanto per le mie figlie?”.… [ Continua a leggere ]

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Pensieri

Una stupefacente concretezza

Un pastore

Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.

I campi bianchi di brina,
i campi rotti al gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.

I tronchi degli alberi parevano
creature piene di ferite;
mia madre era parente
della Vergine,
tutta in faccende
finalmente serena.

Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d’essere uomo vero
del tuo regale presepio.

David Maria Turoldo

 

Una stupefacente concretezza.… [ Continua a leggere ]