
Che cosa ti sei fatto?
E’ la classica domanda a cui devi rispondere mille volte, quando il tuo corpo si porta addosso una ferita. La risposta viene fuori controvoglia perché la cicatrice dice un vissuto che si vorrebbe dimenticare: un vissuto doloroso.
Infatti l’altra domanda tipica è: “Mi rimarrà il segno?”.
Dopo aver visto l’ultimo film della saga di Harry Potter, pensavo alla ferita di Harry.
Mi colpisce la sua ambiguità: è una cicatrice che duole e porta in se stessa la commistione con il male che Harry ha tragicamente sperimentato quando era appena nato, ma è anche il segno di un atto d’amore che ha l’ultima parola sul male (“una magia più misteriosa e più antica” come la definisce Silente).… [ Continua a leggere ]
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