Giu 012015
 

E le mie gambe han camminato tanto
E la mia faccia ha preso tanto vento
E coi miei occhi ho visto tanta vita
E le mie orecchie tanta ne han sentita
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te, Dove ho visto te
E le mie ossa han preso tante botte
E ho vinto e perso dentro tante lotte
Mi sono steso su mille lenzuola
Cercando il fuoco dentro a una parola
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te, Dove ho visto te
E c’è una parte dell’America
Che assomiglia a te
Quei grandi cieli senza nuvole
Con le farfalle e con le aquile
E c’è una parte dentro all’Africa
Che assomiglia a te
Una leonessa con i suoi cuccioli
Che lotta sola per difenderli…

da Jovanotti, “Dove ho visto te”, 2008 Universal Music Italia

 

C’è una canzone di Jovanotti in cui c’è uno che ha fatto tanta strada: non è uno sprovveduto o un ragazzino alle prime armi col mondo; è un uomo.
Ha preso anche delle botte – cosa che nella vita accade quando non ci si accontenta di essere indifferenti – e dopo tutto questo sa ancora meravigliarsi e battere le mani. Non è come i bambini che fanno oh: il personaggio della canzone come dicevo è ormai cresciuto, ormai maturo.
Come si fa a battere ancora le mani al mondo, dopo che la stagione dei sogni lascia il posto ad una vita che ti presenta sempre il conto?
Il personaggio della canzone ce la fa perché è innamorato: ovunque si volti, il mondo lo riporta al suo amore! Ce lo vede dappertutto il suo amore: cielo, farfalle, aquile, leonesse, tavolini, luna, sole e così via.

E’ dopo questa canzone che ho ripensato alle parabole di Gesù!
Vedi, adesso mi dico che non si trattava solo di trovare degli esempi facili per dire cose difficili: ora so che c’era molto di più; c’era passione per il Regno di Dio…
Lo vedeva dappertutto il suo amore: nel semino più piccolo, nella rete da pesca, nel campo seminato, in una strada pericolosa frequentata dai briganti.
Il mondo intero diventava il serbatoio delle parabole: perché nel mondo intero ci vedeva il Regno di Dio.

Tu le batti ancora le mani al mondo? Cosa ci vedi?

dAle

  3 Responses to “Il serbatoio delle parabole”

  1. Si batto ancora le mani al mondo….
    Vedo la sofferenza, la sento vicina perché tocca le persone che mi sono care,
    Vedo le difficoltà del vivere, la stupidità, l’arroganza, il sopruso, l’indifferenza, la falsità …..
    Vedo la tragedia della guerra con quello che distrugge,
    Vedo l’odio

    ma vedo …… sento …….

    …….vedo lo sguardo dei miei nipotini che si incuriosiscono per le piccole cose
    …….vedo il ritorno delle rondini e il loro svolazzare quando si avvicina la sera
    …….vedo il cielo pieno di stelle
    …….vedo la tenerezza di chi scopre di amarsi
    …….vedo il volo dell’ape che si ferma su ogni fiore che incontra
    …….vedo i prati, i fiori
    …….vedo il luccichio negli occhi di un ragazzo col nome impronunciabile quando
    ti fermi e gli doni anche un sorriso
    …….vedo le montagne riflesse nelle risaie mentre le attraversi sopra un treno
    …….vedo la gioia quando ritrovo gli amici

    …….sento il cinguettio dei passeri la mattina presto
    …….sento il pianto di un bimbo acquietarsi quando lo tieni in braccio
    …….sento bambini cantare
    …….sento la melodia di una bella musica
    …….sento la Parola
    …….sento l’Amicizia

    Se guardo oltre…………batto le mani alla Vita
    franca

  2. Le mie gambe hanno fatto al massimo i sentieri degli Scouts e quando i miei piedini sono stanchi, me li massaggiano con affetto;l a mia faccia ha preso tante carezze, i miei occhi hanno visto gesti di amore, le mie orecchie hanno sentito parole gentili, di incoraggiamento, di consolazione, di perdono e hanno sentito la Parola di Dio….
    Io ho fatto poca strada, sono una bambina, ma le mie mani hanno imparato ad applaudire.
    Non somiglio al signore maturo che ha fatto a botte, ma forse anche lui ha imparato ad applaudire al mondo da bambino.

    Sabato dovevo partire da Madrid in aereo; hanno annunciato un ritardo di sei ore: è successo un parapiglia, tutti si agitavano come matti, si sentivano anche delle parolacce.
    La mamma mi ha preso la manina e mi ha portato via dalla confusione. Pensavo che mi portasse al bar a prendere qualcosa da mangiare e le ho detto: “Grazie, avevo proprio fame!” La mamma : “Prima di riempire la pancia riempiamo il cuore”.
    Mi ha portato a una vetrata da cui si vedeva un tramonto stupendo. La mamma ha commentato: “Che pennelli avrà mai il Signore per dipingere questi spettacoli? Abbiamo speso 24 euro per vedere Guernica (alla mamma non piace Picasso) e guarda che dipinti ci regala il Signore”.
    Se impariamo e insegniamo a vedere nella natura, nelle persone, nei gesti, le opere del Signore e il segno del suo amore, impariamo e insegniamo a battere la mani al mondo.
    I bambini che imparano a provare entusiasmo e emozioni, saranno persone mature che battono le mani al mondo sia che ci vedano dentro le persone amate, sia che ci vedano il Regno di Dio.

  3. Questa è una delle mie canzoni preferite di Lorenzo (di cui oggi è l’onomastico tra l’altro :) ). Quando si riascoltano le canzoni capita che ci dicano cose diverse, che ci suggeriscano immagini nuove, che ci richiamino alla mente persone, colori, profumi legati ad esperienze diverse. È da quando è uscito Safari che ascolto questa canzone e c’è un punto che quando ci arrivo penso sempre la stessa cosa.. ma proprio sempre: “e nel mio petto c’è un motore acceso fatto per dare più di quel che ha preso”… l’amore che sfida anche le leggi della fisica… o un amore talmente grande che riesce a dare alla nostra vita un’energia nuova e che ci fa sentire in grado di muovere le montagne. Io sono fortunata, di botte ne ho prese sicuramente meno dell’uomo della canzone o comunque di molti altri… ma applaudo sempre. Non perdo mai la voglia di applaudire.. di innamorarmi e stupirmi continuamente… grazie dAle per avermi dato una nuova immagine a cui pensare quando riascolterò questa canzone.

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